Notizie dal campo

Parte da Bologna il 102° giro D’Italia

Sarà una grande festa: parola di Marino Bartoletti. Una cronometro di 8,2 chilometri che da piazza Maggiore si arrampicherà sulle pendenze cattive che arrivano al Santuario di San Luca.

Rilanci l’andatura, sei in una posizione aerodinamica, smetti di pedalare e ti fai trasportare un po’ dalla scia, poi decidi di rallentare e goderti il panorama dei portici di Bologna, vento tra i capelli, sei felice, pedali col sorriso, poi riparti, e pedali ancora lungo la strada. Ad un certo punto, una curva. Niente di strano. Una curva come tante. Passando sotto l’arco del Meloncello, la prendi un po’ larga. La strada gira, ti pieghi, finisci la curva e scopri la sorpresa che è lì ad aspettarti. La salita. C’è sempre un po’ di timore in ognuno di noi ogni volta che ci troviamo di fronte ad una salita. La salita non è la pianura, figuriamoci la discesa. La salita merita un rispetto particolare, non va mai sottovalutata altrimenti ti presenta il conto molto prima di quanto tu ti aspetti. La salita è la tesi di laurea del ciclismo.

@Rcs Sport – Bologna ( Italia ) Sport Ciclismo Tappa del 100°GIRO D’ITALIA A BOLOGNA Nella foto: Il gruppone sullo strappo delle orfanelle

Passando sotto l’arco del Meloncello, la prendi un po’ larga. La strada gira, ti pieghi, finisci la curva e scopri la sorpresa che è lì ad aspettarti. La salita. C’è sempre un po’ di timore in ognuno di noi ogni volta che ci troviamo di fronte ad una salita. La salita non è la pianura, figuriamoci la discesa. La salita merita un rispetto particolare, non va mai sottovalutata altrimenti ti presenta il conto molto prima di quanto tu ti aspetti. La salita è la tesi di laurea del ciclismo.

Sali sui pedali. Una pedalata sempre più lenta. Il rapporto sempre più agile. Le gambe si induriscono, il vento tra i capelli non lo avverti più, il panorama circostante non ti distrae più nonostante dietro di te Bologna diventi sempre più piccola. Sei solo. Sei concentrato esclusivamente sulla strada. I pensieri si azzerano. Ascolti il tuo corpo, la tua mente e le tue gambe. E solo grazie ad un giusto bilanciamento tra queste tre componenti, puoi affrontare la salita di San Luca nel miglior modo possibile. La salita è bastarda. Ma è la bastarda che ami di più. L’11 maggio 2019 il Giro d’Italia parte da Bologna. Lo fa omaggiando la nostra città con un percorso cittadino che porta fino alla mitica salita di San Luca.

Abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con uno dei più grandi giornalisti sportivi italiani, amante, intenditore, cittadino del ciclismo: Marino Bartoletti. “La partenza da Bologna la trovo entusiasmante, non soltanto come cittadino di questa città dove vivo da tanti anni. La trovo una fusione di sentimenti bellissima. Era ora che passasse veramente da qui. Bologna è una delle mecche dello sport italiano e sono sicuro che vivremo tre giorni di festa come non se ne vedevano da tempo”. Marino nel parlare di ciclismo è come un bambino che deve parlare del suo cartone animato preferito.


@Rcs Sport – BOLOGNA (SAN LUCA) – SPO – GIRO: 14/A TAPPA; VITTORIA DI GERRANS.

Tocchiamo anche l’argomento San Luca, l’arrivo della breve cronometro: “San Luca è un posto sacro anche nel senso laico del termine. Andare fino su è qualcosa di meraviglioso. Una salita importantissima che ti porta a quel santuario che è il simbolo di Bologna. Questa volta San Luca assegnerà la prima maglia rosa e sarà ancor più importante. Quando penso a San Luca penso alle grandi imprese del ciclismo, come quella di Fiorenzo Magni che arrivò in cima con la clavicola rotta e la camera d’aria legata al manubrio e stretta tra i denti per sentire meno dolore”. Sarà una tappa breve quella di Bologna, ma che nasconderà tante insidie: “Chi non conosce la salita è meglio che faccia un sopralluogo. Sulla curva delle orfanelle, se ti pianti, non vai più su. È assolutamente un percorso da non sottovalutare.
Per noi cicloamatori è una bellissima conquista arrivare su in cima. Io ci arrivo da dietro, da Casaglia, è più lunga e più pedalabile. E poi amo il fresco
”.

Come ogni anno il Giro d’Italia presenta l’annoso dubbio: sarà un Giro per scalatori o per cronomen? Bartoletti ha le idee chiare: “Sarà sicuramente per scalatori. L’assaggino di San Luca è solo il tassello del cocomero. Vincerà un atleta completo ma che deve essere anche ottimo scalatore.La rosa dei 5 o 6 nomi favoriti alla maglia Rosa finale, credo che uscirà dall’arrivo di San Luca. Il percorso prevederà tappe storiche e celebrerà il centenario della nascita di Fausto Coppi”.

© Giorgio Bianchi – Piazza Maggiore (BO)

Chiudiamo la nostra chiacchierata affrontando un tema romantico. Ma cos’ha di così speciale il ciclismo che gli altri sport non hanno? “Il Giro d’Italia è un riconciliarsi con la passione popolare. I riti a bordo strada sono ancora quelli che si fanno da 50 anni. Pensa alle maestre con i bambini a bordo strada che hanno sempre le bandierine rosa. Il rituale delle migliaia di persone che si riversano sulle salite già da giorni prima. È uno sport in cui il tifoso può avere un contatto fisico e intimo con i ciclisti. E poi la bici è la nostra grande sorella e uno dei più grandi simboli dalla voglia di vivere di questo paese dal dopoguerra in poi, quando si è rimesso a pedalare”.