Notizie dal campo

Europei Under 21: una missione non solo sul campo

Abbiamo incontrato il Presidente del Comitato Organizzatore, Alessandro Costacurta, che ci ha parlato degli obiettivi di questo grande evento del 2019 che vedrà anche Bologna tra le città coinvolte sul campo (al Dall’Ara) e fuori dal campo (nelle scuole).



Credits @Gaia Degli Esposti

Quando due anni fa l’UEFA ha scelto l’Italia come paese organizzatore dei prossimi Campionati Europei Under 21, la macchina organizzativa del calcio italiano si è messa subito in moto. Era dai Mondiali di calcio del ’90 che il nostro paese non ospitava un campionato di tale rilevanza e,
come ai tempi delle “Notti magiche” di Bennato e la Nannini, Bologna è stata nuovamente scelta come una delle sedi per ospitare le partite.

Trieste, Udine, Reggio Emilia, Cesena e la Repubblica di San Marino (il paese co-organizzatore) saranno gli altri campi di gioco. L’Europeo garantirà benefici anche dal punto di vista economico ed evidenti miglioramenti su infrastrutture, sistema dei trasporti, accoglienza turistica grazie all’impegno di ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo), sviluppo urbano e valorizzazione del ‘Made in Italy’, rappresentando un investimento sul futuro del sistema calcistico italiano. Senza dimenticare che questi Europei metteranno in palio 4 importantissimi posti per i prossimi Giochi Olimpici di Tokyo del 2020.

L’esordio degli Azzurri sarà allo stadio Renato Dall’Ara il prossimo 16 giugno, un esordio che non ha bisogno di presentazioni: Italia-Spagna.
“Il mio esordio in Under 21 fu il primo torneo importante con la maglia Azzurra, ero molto teso. Probabilmente fui il peggiore in campo, c’era molta ansia alla vigilia, c’erano le televisioni, eravamo in diretta sulla Rai, sapevo che a casa mi avrebbero visto tutti gli amici e i famigliari. Per rendere meglio l’idea: prima di quella partita non avevo mai avuto il tabellino sul giornale…” – questo il ricordo di Alessandro Costacurta, Presidente del Comitato Organizzatore, che abbiamo incontrato a Bologna – “Adesso ogni partita viene trasmessa in tv e sul web, il calcio ha una diffusione totale
e quindi credo che anche sotto questo aspetto, i calciatori di oggi non sentiranno la mia stessa pressione”.

La cultura sportiva è il concetto che l’ex pilastro della difesa del Milan ha rimarcato maggiormente nel corso della nostra chiacchierata.
“Per i prossimi Europei Under 21 ci siamo dati degli obiettivi anche, e soprattutto, sul clima delle partite, intese come pre, durante e post partita.

Credits @Gaia Degli Esposti

Siamo ormai abituati a vedere negli stadi qualcosa che non è più accettabile, come il tifo contro. Noi vogliamo fare in modo che all’interno dello stadio ci sia un atteggiamento diverso, partendo dai nostri tifosi. Abbiamo lanciato un progetto (MIUR – FIGC #TIFIAMOEUROPA) per lavorare soprattutto con i più giovani nelle scuole. Vogliamo far conoscere loro le nazioni che affronteremo, le loro tradizioni, la loro cultura, la storia e i loro inni Nazionali. Uno dei nostri obiettivi sarà qualcosa di mai visto prima: il pubblico italiano che intona l’inno degli avversari.”

Italia-Spagna, dicevamo, da una parte la nostra Nazionale che vanta il maggior numero di titoli Europei Under 21, cinque, dall’altra la nazione che probabilmente oggi rappresenta la miglior fucina di giovani talenti. Un big match all’esordio che vedrà Bologna come protagonista (si giocheranno al Dall’Ara anche Italia-Polonia, Spagna-Polonia e una delle due semifinali).
“Bologna è una delle migliori città italiane per tradizione calcistica e culturale. Non occorre che aggiunga altro sui motivi che ci hanno spinto
a sceglierla. Vogliamo far conoscere ciò che gira attorno alla tradizione italiana, la cucina, la musica, la cultura, e Bologna rappresenta uno dei fiori
all’occhiello del nostro paese”
. Tornando alla partita di Bologna, Costacurta
si è dato due grandi obiettivi: “Il tutto esaurito, e il Dall’Ara che intonerà l’inno spagnolo. Ho provato a fare un tentativo durante Italia-Svezia femminile, ho fischiettato l’inno avversario ed è stato apprezzato enormemente dai dirigenti svedesi. Mi piacerebbe che dessimo un’immagine diversa al di fuori dell’Italia e magari, finalmente, potremmo far tornare molti più bambini negli stadi”.