Storie e Interviste

56 anni di classe, talento e tenacia, Patrizia Passerini

La meravigliosa storia di una signora bolognese che alla soglia dei 50 anni ha deciso non solo di praticare sport, ma anche di entrare nella storia dell’atletica leggera.

Nella vita di tutti i giorni professionista di successo (commercialista), moglie e madre di 2 figli, poi un giorno ha deciso di iniziare a fare sport a 49 anni, e dopo 7 anni ha vinto un titolo mondiale nell’atletica leggera. È quello che è successo alla bolognese Patrizia Passerini che nello scorso mese di Settembre ha vinto a Malaga il titolo mondiale dei 2000 siepi w55.
È stato il primo successo internazionale, dopo tante vittorie in campo regionale e nazionale, di questa signora che ha da poco compiuto 56 anni, dopo avere iniziato a praticare atletica nel 2011 a 49 anni, accompagnando i figli Edoardo ed Eleonora che frequentavano i corsi di atletica allo stadio di Bologna con la società Acquadela.

credits @G. Rizzoli

All’inizio, un gruppo di atleti giovani e adulti, variegato per età e livello, le sono di grande stimolo per continuare e migliorare le proprie prestazioni, mentre i figli, pur promettenti, dopo breve tempo interrompono l’attività. Patrizia si cimenta in varie specialità della corsa, dalle corse su strada di 10 km, al cross dove se la cava subito molto bene, fino alle gare su pista di mezzofondo.
Non basta però, perché quando le viene proposto di allargare il proprio campo di specialità sportive, non ha remore e, nel 2013, con poche settimane di preparazione prende parte ai Campionati Italiani Master di Prove Multiple, dove arriva un’inaspettata vittoria negli 800 metri, dopo aver preso parte anche ai 60 hs, il salto in alto, il lancio del peso e il salto in lungo, 4 specialità mai praticate prima.
È la spinta per provare ancora altro: ecco allora la gare delle siepi, che per le donne addirittura è nei programmi delle gare solo da pochi anni. A 51 anni vince quindi un altro titolo italiano proprio nei 2000 metri siepi e questa disciplina, ben presto diventa proprio la sua gara di punta: il suo passaggio (senza appoggio) negli ostacoli che sono fissi è ancora oggi stupendo da vedere, con un’agilità anche maggiore di quello di tante atlete di 30-35 anni più giovani.

credits @G. Rizzoli

E arrivano perciò altri titoli nazionali sia nei 2000 siepi (dal 2013 al 2018 saranno 3 nelle sf50 e
2 nelle sf55 in 5 volte a cui ha partecipato), titoli nazionali nelle multiple, ostacoli e staffette, nonché primati nazionali di categoria nei 2000 siepi, 3000 siepi, 2000 metri piani e pentathlon indoor, oltre a tante vittorie di categoria nelle gare su strada e cross.
Nel 2015 gareggia a Lione nei 2000 siepi dei Campionati Mondiali 2015: si piazza al 7° posto e la distanza che la separa dalle prime al mondo è piuttosto netta: la vincitrice di Lione è una certa Zofia Wieciorkowska ricordiamoci questo nome impossibile), ex atleta polacca di valore assoluto. Nel 2017 c’è il passaggio nella categoria sf55 e in campo nazionale sarà l’occasione di migliorare altri primati nazionali.
Nel 2018 l’obiettivo sono i Campionati Mondiali di Malaga, con la speranza di migliorare il 7° posto del 2015 a Lione. Ma la situazione muscolare è preoccupante: la sua partecipazione è in dubbio fino all’ultimo e solo l’insistenza del suo allenatore, Giorgio Rizzoli, che la segue nei programmi fin dal primo giorno, la convince a iscriversi.

È il giorno della gara, venerdì 7 settembre. È presente Zofia, quell’atleta polacca dal cognome impronunciabile, ed altre forti atlete di tutti i continenti. Partenza della gara: Patrizia prende subito la testa tallonata da Zofia e dalla statunitense e via via le altre. Nel passaggio degli ostacoli Patrizia guadagna qualche metro, che la polacca riesce, nei primi giri, a rintuzzare nei tratti senza ostacoli. Il ritmo che però ha imposto Patrizia è superiore alle possibilità delle altre e comincia a guadagnare metro su metro. Si teme che l’esperienza e la velocità di base di Zofia, che da giovane correva gli 800 metri in poco più di 2 minuti, possano far crollare il sogno che si sta verificando, ma non è così e gli ultimi 400 metri sono un trionfo per Patrizia che vince con un margine di 10 secondi sulla polacca.
Una vittoria storica, podio con la bandiera italiana e l’inno di Mameli che viene suonato a suggello della vittoria di Patrizia.
Tanti festeggiamenti al suo ritorno per una vittoria in un campionato mondiale che è il massimo che si possa ottenere in una competizione sportiva.

Ma la carriera di Patrizia non conosce soste e con l’entusiasmo di una ragazzina, anche dopo Malaga, stanno proseguendo le soddisfazioni e le vittorie. E nel 2019, sempre leader del gruppo di atletica della Acquadela, l’aspettano altre manifestazioni, fra cui i Campionati Europei a Jesolo.